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Benessere in casa: l’umidità ideale

Nov 24 2017

Benessere in casa: l’umidità ideale

Umidità e ambienti

Il problema dell’umidità è un problema che affligge molte abitazioni e che crea non pochi disagi a chi vi abita.

Un disagio che può trovare le sue cause in varie problematiche (infiltrazioni, ma anche condensazione di vapore acqueo dovuta a sovraffollamento dei locali) e che solitamente si presenta in luoghi particolari della casa, soprattutto in quei locali in cui vi è poca circolazione d’aria (bagni oppure cantine, ad esempio) e anche in ambienti in cui non vi è un’adeguata esposizione alla luce solare (soprattutto per quanto riguarda le pareti esposte a nord), creando zone in cui si possono sviluppare muffe, le quali, oltre a creare problemi antiestetici e danni alle strutture della casa o ai mobili, è anche fonte di molti problemi alla salute.

Lo stato igrometrico di un ambiente, infatti, è un fattore molto importante perché l’umidità predispone a problemi respiratori, reazioni allergiche, infiammazioni e malattie reumatiche che possono colpire soprattutto i bambini e le persone anziane.

 

L’umidità ideale in casa: come intervenire?

L’umidità in un’abitazione non dovrebbe scendere sotto il 20% (in questo caso l’aria sarebbe troppo secca e potrebbe causare problemi alle vie respiratorie), ma è soprattutto la presenza di eccessiva umidità nelle abitazioni che viene considerata un fattore di rischio per la salute.

Se in alcuni locali (ad esempio la cucina) la percentuale di umidità potrebbe essere anche un po’ più alta, generalmente la percentuale di umidità relativa dovrebbe essere tenuta tra il 30 e il 50% in estate e tra il 30 e il 40% in inverno.

L’umidità infatti influisce notevolmente sul nostro benessere, nonché sul modo in cui viene percepita la temperatura, così che un’abitazione umida sembrerà sempre più fredda anche se riscaldata adeguatamente.

Se il tasso supera il 60% percepiremo sensazioni sgradevoli, mentre se essa si avvicina al 70-80% il nostro corpo percepirà un caldo afoso o freddo umido.

Per poter verificare in modo preciso il livello di umidità nei nostri ambienti si possono utilizzare dei rilevatori, ovvero degli igrometri digitali.

Nel caso i livelli di umidità nella nostra abitazione non risultino ottimali, un’ottima soluzione per prevenire i problemi legati a una non adeguata percentuale di umidità nell’aria è rappresentata dai deumidificatori.

Si tratta di apparecchi che rilevando il tasso di umidità relativa (ossia il rapporto tra vapore acqueo contenuto nell’aria e la quantità massima che la massa d’aria potrebbe contenere a pari condizioni di pressione e temperatura), possono intervenire in modo efficace per riportare la situazione a livelli ottimali fin dal momento in cui si presentino i primi segnali di un problema legato all’umidità (appannamento dei vetri o dei pavimenti, odore di stantio, muffa e macchie alle pareti o sul soffitto).

I deumidificatori eliminano l’umidità in eccesso condensandola in acqua che solitamente viene raccolta in un apposito contenitore o smaltita attraverso un tubo di scarico.

 

Quale deumidificatore scegliere?

Quando vogliamo risolvere problemi di umidità in un ambiente dobbiamo innanzitutto sapere come scegliere un deumidificatore.

In commercio si trovano varie tipologie di deumidificatori:

       deumidificatori sali: molto economici, sono indicati soprattutto per ambienti molto piccoli (anche armadi) e dove non ci sono grossi problemi di umidità;

       deumidificatori portatili: adatti ad ambienti di modeste dimensioni, con una portata che può arrivare a 20 litri al giorno; sono apparecchi abbastanza silenziosi dal costo e dal consumo energetico piuttosto contenuti;

       deumidificatori professionali: con una portata molto ampia (fino a 35 litri al giorno per zone fine a 300 mq), sono i più adatti per grandi ambienti dove vi sia non forte presenza di umidità; sono solitamente abbastanza silenziosi ma hanno consumi energetici e costi piuttosto sostenuti.

Quando decidiamo di acquistare un deumidificatore è importante considerare modelli adatti alle nostre esigenze valutando alcuni elementi fondamentali che considerino la portata minima dell’apparecchio deumidificatore:

       il livello d’umidità presente nell’ambiente che vogliamo deumidificare;

       la collocazione degli ambienti (se ad esempio ci troviamo in una città o in una zona umida);

       se nel locale sono presenti lavatrici o asciugatrici;

       se nell’ambiente da umidificare vivono più persone;

       la cubatura dell’ambiente da deumidificare.

In commercio vi sono ottimi modelli di deumidificatori, realizzati da ditte specializzate nel settore, che seguono anche buoni parametri di silenziosità e di risparmio energetico.

Buona norma, infatti, per ottimizzare i costi di gestione, sarà valutare, nei modelli in commercio, il loro livello di efficienza energetica, valutabile dall’etichettatura UE Energy Star, oltre che funzionalità legate ai vari modelli che possono risultare più consone alle nostre esigenze.

Tra queste:

       facilità di spostamento (se si ha questa esigenza, i più indicati sono i modelli portatili, che possono essere spostati con facilità da un locale ad un altro);

       ingombro dell’apparecchio;

       facilità di svuotamento del serbatoio;

       presenza di sensore che controlla il livello dell’acqua nel serbatoio;

       presenza del tubo di scarico (nel caso in cui non si voglia optare per un modello con serbatoio e si voglia uno scarico continuo dell’acqua);

       presenza di termometro o/e igrometro;

       presenza di un timer (ottimo per massimizzare il risparmio energetico, potendo programmare l’accensione del deumidificatore ed evitando così gli sprechi di energia);

       presenza di filtri per purificare l’aria;

       possibilità di lavare i filtri.

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redazione
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