Search:
5 consigli per arredare in stile Wabi Sabi
19892
post-template-default,single,single-post,postid-19892,single-format-standard,edgt-core-1.0.1,ajax_fade,page_not_loaded,,hudson child-child-ver-1.0.0,hudson-ver-1.9, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,blog_installed,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2,vc_responsive

Wabi Sabi: nuova frontiera del design d’arredo

wabi sabi
Nov 07 2017

Wabi Sabi: nuova frontiera del design d’arredo

wabi sabi

Il Wabi Sabi è una filosofia giapponese che trova le sue origini nella dottrina del Buddismo Zen. Essa si fonda su tre verità essenziali, ovvero “nulla dura, nulla è perfetto, nulla è finito”.

Nessuna traduzione delle due parole riesce ad essere pienamente soddisfacente, anche perchè nella lingua d’origine assumono spesso diversi significati.

Di seguito abbiamo scelto quelle definizioni che meglio si addicevano al contesto del design d’arredo.

Wabi: è quell’eleganza non ostentata quasi monacale, semplice e fresca. Secondo alcune interpretazioni il termine indica anche il vivere in sintonia con la natura.

Sabi: è quella bellezza derivante dal passare del tempo, dal deterioramento dovuto all’usura, l’accettazione che nulla rimane immutato.

Arredamento Wabi Sabi: ecco di cosa si tratta

Fatti questi rapidi cenni su cosa i termini stanno a significare, cerchiamo di capire come influenza il design d’arredo.

Negli ultimi anni sono sempre più apprezzate le tendenze minimal.

Gli arredamenti diventano via via più scarni, essenziali, funzionali a ciò che realmente serve.

D’altronde in contesti che spesso sono claustofobici, non c’è sempre spazio per tutti i ninnoli della nonna. E poi, diciamoci la verità, il tempo per le pulizie va via via riducendosi.

Il Wabi Sabi ben si inserisce in questa linea di pensiero, anzi è in grado di dare qualcosa in più, ed è destinato ad essere uno dei protagonisti nell’interior design del 2018.

Questa filosofia così radicata in Giappone, mira a valorizzare l’imperfezione, anche nei prodotti industriali.

Dimenticate quelle case piene di soprammobili, pulite al limite del maniacalità, in cui un oggetto non fa in tempo a rompersi per essere sostituito con qualcosa di nuovo e più moderno.

Lasciatevi sorprendere dalla bellezza del tempo che è passato. Dal disordine, che non deve diventare confusione, ma espressione del nostro vero essere.

Il punto di partenza è accettare che la perfezione non esiste, anzi la bellezza sta proprio nel fatto che gli oggetti hanno una propria vita.

Accettare l’imperfezione non vuol dire che l’ambiente debba apparire sciatto.

5 consigli per arredare casa in stile Wabi Sabi

Ecco qualche regola pratica per applicare il Wabi Sabi nella propria abitazione, potete decidere di sbizzarrirvi anche in un solo ambiente o con pochi oggetti che ricordino questo stile.

  1. Semplicità è la parola d’ordine, tutto ruota intorno a questo concetto, in questo modo un oggetto fuori posto non crea disordine, ma esprime una casa vissuta.
  2. Preferite la penombra, meglio evitare le luci dirette, questa filosofia di pensiero, che mette in risalto il tempo che passa, ha un retrogusto malinconico, che solo una luce fioca è in grado di rievocare;
  3. La tavolozza delle tonalità di questo stile, richiama la natura, parte dai marroni anche molto intensi, passa ai grigi, a tonalità verdi, al ruggine e ed infine all’ocra;
  4. I tessuti da preferire sono quelli naturali e in grado di resistere all’usura come il lino, cotone e canapa. Lo stesso dicasi per gli oggetti in legno, particolarmente apprezzati per la loro capacità di adeguarsi al tempo che passa acquisendo sempre più fascino.
  5. Se possedete vecchie sedie, sgabelli, ciotole o piatti lesionati, non disfacetevene, in quanto perfettamente in grado di rispecchiare questo stile.

Come spesso accade dalla filosofia è facile passare alla moda. Ciò è accaduto anche con il Wabi Sabi e il famoso brand Muji che propone una serie di oggetti, dalle forme irregolari, ispirati a questo pensiero.

 

 

 

 

 

 

 

 

Share Post
Enza Ansalone
[email protected]