Search:
Tappeti kilim: un tocco di magia orientale per arredare i nostri ambienti - Arredamento - Design
20077
post-template-default,single,single-post,postid-20077,single-format-standard,edgt-core-1.0.1,ajax_fade,page_not_loaded,,hudson child-child-ver-1.0.0,hudson-ver-1.9, vertical_menu_with_scroll,smooth_scroll,blog_installed,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2,vc_responsive

Tappeti kilim: un tocco di magia orientale per arredare i nostri ambienti

Nov 13 2017

Tappeti kilim: un tocco di magia orientale per arredare i nostri ambienti

Tappeti kilim: dettagli preziosi dalle più antiche tradizioni

Il termine “kilim” (o “kelim”, in turco, e “gilim”, “distendere”, in persiano) indica quei motivi geometrici e floreali tipici della tradizione persiana utilizzati per realizzate tappeti dalla superficie piana, senza vello, così come anche borse e tende, e si riferisce anche alla tecnica stessa impiegata dai paesi balcanici fino all’estremo Oriente per produrli.

Si tratta di manufatti realizzati utilizzando materiali naturali dalle popolazioni nomadi fin dai tempi più antichi.

I fili della trama, che rendono visibile il disegno, sono quasi sempre in lana, mentre i fili di ordito possono essere in lana, in cotone (talvolta in canapa) o, soprattutto negli esemplari più pregiati, in seta.

Il tipo di lavorazione non permette di realizzare linee curve, mentre i colori, realizzati con l’impiego di piante e minerali, sono solitamente brillanti e vivaci.

La cura nella scelta dei materiali fa sì che i tappeti kilim abbiano una lunga durata ed infatti è ancora oggi possibile trovarne esemplari molto antichi, di solito appartenenti a collezionisti.

Questa tipologia di tappeti è molto apprezzata, in quanto si adatta bene a ogni tipo di ambiente, sia come vero e proprio tappeto, sia come elemento d’arredo da appendere alle pareti o come copriletto.

Il loro motivo viene disegnato con i fili dell’ordito. I fili di trama sono tirati verso il basso (“trama fronte”), nascondendo così i fili di ordito verticali. Il filo di trama, raggiunta l’estremità di un confine di colore, viene riavvolto, ottenendo così una piccola fessura verticale che ne caratterizza il motivo “a scala” o “a stacchi” (molto apprezzata dai collezionisti, perché in questo modo la geometria della tessitura è più evidente).

I fili di ordito sono visibili solo alle estremità, dove vengono utilizzati come frangia, in genere riuniti in mazzetti per evitare l’allentamento o il disvelamento della trama.

I kilim sono double-face, cosa che rende il loro utilizzo interessante anche per la loro lunga durata nel tempo.

Tra i kilim persiani si ricordano:

 

  • i Kilim Sumakh o Sumak (realizzati talvolta con una tecnica diversa da quella più tradizionale, con le estremità dei fili che rimangono libere sul retro del tappeto; tessuti soprattutto nella regione meridionale, questi tappeti sono realizzati in modo più veloce di come lo siano altri tipi di tappeti orientali e risultano ottimi da esporre come arazzi);
  • i Kilim Senneh (che si contraddistinguono per la loro raffinata ed elegante lavorazione, con una ricchezza particolare di disegni e colorazioni);
  • i Kilim Zilu (dal disegno semplice raffigurante scene di vita rurale, con ordito e trama in cotone);
  • i Kilim Suzani (ricamati, con figure in rilievo);
  • i Kilim Fars (dalla colorazione armonica e naturale, di solito dai motivi minimalisti).

 

Accanto ai kilim persiani è inoltre possibile trovare kilim afghani (ad esempio i Galmuri, i Maimane, i Malidi e i Golbarjiasta, realizzati con dettagli annodati, che creano delle zone rialzate sulla superficie; i kilim afghani sono particolarmente apprezzati perché per i loro colori si adattano molto bene agli ambienti contemporanei), turchi (tra quelli più conosciuti i Kar, i Van, i Balkan, i Malatya e i Sakroy), moldavi (dai caratteristici motivi “a rosa” su fondo scuro, con petali rosa, rossi o di altri colori e foglie verdi), cinesi, indiani ed anche realizzati dai nomadi beluci, al confine tra Afghanistan e Iran, tradizionalmente dai colori più scuri. Tra i kilim tipici del Caucaso vanno inoltre ricordati i Kelim Kuba e i Shirvan.

Altra tipologia di kilim realizzati principalmente dalle tribù nomadi iraniane e turche sono i Kelim Patchwork, realizzati con tappeti kilim vecchi e nuovi, borse da sella e parti di tende nomadi che vengono tagliati in parti più piccole e cuciti assieme, adatti sia ad un arredamento classico che moderno.

 

I tappeti Kilim: complementi di valore per ogni stile d’arredamento

Complementi d’arredo di grande valore, i tappeti kilim riescono a dare a ogni spazio quel tocco sia di antico sia di moderno.

Le loro geometrie e la loro tecnica, risalenti ad origini molto antiche, rievocano infatti il design più moderno, portando un certo fascino esotico in ogni ambiente.

Elementi decorativi di grande interesse, i kilim, utilizzati in origine soprattutto come tappeti da preghiera, possono trovare nelle nostre abitazioni vari utilizzi, sia come tappeti che come copriletto o come arazzi da appendere alle pareti. Possono inoltre essere impiegati come copritavola o come plaid per i pic-nic.

Perfetti ad esempio in sala da pranzo o in soggiorno, con le loro geometrie e le loro colorazioni vivaci, grazie alla loro versatilità, i tappeti kilim riescono a completare con gusto ed eleganza ogni tipo di arredamento.

Kilim originali sono ampiamente in commercio a prezzi variabili, a seconda della loro qualità e grandezza. In generale, è possibile trovare kilim a costi contenuti.

Il consiglio è quello di rivolgersi sempre ad aziende specializzate che garantiscono acquisti sicuri e certificati.

Ottimi ad esempio i tappeti kilim proposti da http://www.zarineh.it/catalogo/tappeti-kilim/, azienda presente a Roma da oltre cinquant’anni con un fornitissimo showroom di tappeti persiani, pakistani, anatolici e cinesi di ottima qualità, che grazie ad un’assistenza curata e qualificata accompagna la clientela verso i migliori acquisti.

Share Post
redazione
[email protected]